Legge di Bilancio 2026: tutte le agevolazioni per ristrutturare casa

Detrazioni fiscali
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Il settore degli incentivi edilizi per il 2026 si presenta finalmente più chiaro e stabile: la nuova manovra economica ha infatti messo a tacere le indiscrezioni dei mesi precedenti, evitando il temuto taglio delle detrazioni e garantendo condizioni favorevoli per chi desidera rinnovare il proprio immobile.

Una boccata d’ossigeno per proprietari e famiglie che possono finalmente programmare interventi con maggiore certezza sulle agevolazioni disponibili.

Come funzionano le detrazioni per i lavori in casa

Per il 2026 il Governo ha deciso di mantenere invariato lo schema agevolativo del 2025, scongiurando la riduzione al 30% che era stata inizialmente paventata. Una scelta che premia soprattutto chi interviene sulla propria residenza abituale, garantendo sconti fiscali più generosi per la prima casa.

Chi esegue lavori sulla propria abitazione principale può dunque detrarre dalla dichiarazione dei redditi il 50% dell’importo speso, fino a un massimo di 96.000 euro di spesa ammissibile. In pratica, il risparmio fiscale può arrivare a 48.000 euro, da recuperare gradualmente nell’arco di dieci anni attraverso rate annuali costanti. Per chi invece ristruttura seconde case, appartamenti in affitto o altri immobili non adibiti a residenza principale, la percentuale scende al 36%, pur mantenendo lo stesso tetto di spesa.

Si tendono così a privilegiare anche per quest’anno gli investimenti sulla casa dove si vive realmente, senza però escludere del tutto chi possiede altri immobili e vuole riqualificarli.

Interventi green: cosa prevede la normativa

La sostenibilità ambientale rimane una delle priorità della politica fiscale anche nel 2026. Gli interventi per il risparmio energetico continuano così a godere di importanti agevolazioni, con percentuali identiche a quelle previste per le ristrutturazioni tradizionali: metà della spesa recuperabile per la prima casa, poco più di un terzo per gli altri edifici.

Un’opportunità interessante riguarda poi l’acquisto di mobili e elettrodomestici nuovi per l’immobile che si sta ristrutturando. La Legge di Bilancio ha infatti prorogato anche per quest’anno la possibilità di detrarre metà delle spese sostenute per arredare casa, sempre che siano collegate a lavori di recupero edilizio.

L’incentivo copre fino a 5.000 euro di acquisti, con un recupero fiscale massimo di 2.500 euro spalmato su un decennio. Si parla di mobili, elettrodomestici efficienti, televisori e complementi vari, purché nuovi di fabbrica. La condizione imprescindibile è che l’acquisto sia funzionale a una ristrutturazione in corso o recente: non si può beneficiare dell’agevolazione semplicemente per cambiare i mobili di casa senza fare lavori edilizi.

Lo stesso contribuente deve essere titolare sia della detrazione per i lavori che di quella per gli arredi, garantendo così coerenza nell’utilizzo delle risorse pubbliche. Una misura pensata per sostenere anche il settore dell’arredamento e dell’elettrodomestico, particolarmente colpito nei periodi di crisi.

Aspetti pratici: pagamenti e adempimenti necessari

Per non perdere il diritto alle detrazioni, bisogna seguire alcune regole fondamentali. Prima fra tutte: utilizzare sempre metodi di pagamento tracciabili. Il classico bonifico “parlante” resta la soluzione più sicura, ma vanno bene anche carte di credito, bancomat o altre forme elettroniche. Vietato invece pagare in contanti o con assegni circolari.

La documentazione da conservare include tutte le fatture dettagliate, le ricevute dei pagamenti effettuati, eventuali autorizzazioni edilizie e comunicazioni alle autorità competenti. I documenti saranno necessari per compilare correttamente la dichiarazione dei redditi e dimostrare, in caso di controlli, la legittimità delle detrazioni richieste.

Il meccanismo di recupero fiscale prevede la suddivisione dell’importo detraibile in dieci rate annuali identiche, che vengono sottratte dall’imposta dovuta a partire dall’anno successivo a quello in cui si è sostenuta la spesa.

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