Compravendite immobiliari, il 2023 si apre con un nuovo calo

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I dati delle Statistiche trimestrali dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, appena giunti alle stampe, confermano quanto già rilevato sul finire del 2022: l’andamento tendenziale delle compravendite viene ribadito in flessione, con un primo trimestre del nuovo anno che si è concluso con una contrazione dell’8,3% rispetto allo stesso periodo del 2022. Sono dunque state compravendute circa 167 mila unità residenziali nei primi tre mesi del 2023, con un passo indietro di circa 15 mila unità su base annua.

Tutta l’Italia con il segno meno

La diminuzione tendenziale delle compravendite sembra riguardare tutto il Paese, sebbene con diversi livelli di incidenza.

Per esempio, a livello nazionale le compravendite di abitazioni diminuiscono soprattutto nei comuni capoluogo (- 10,2%) rispetto ai comuni minori (- 7,4%). I cali più elevati sono nei comuni capoluogo del Nord Ovest, con un tasso negativo del 12,5%. Fa eccezione l’area delle Isole, in cui vi è un tasso tendenziale positivo dell’1,1%, che deriva soprattutto dal rialzo del 2,3% dei comuni capoluogo.

Al Nord Est e al Centro, invece, la variazione negativa è più marcata (- 10,3% e – 11,5%), mentre al Nord Ovest il calo si attesta a – 9,1%, appesantito soprattutto dalle perdite riscontrate nei comuni capoluogo (- 12,5%). Al Sud, infine, la diminuzione rimane più lieve (- 5,1%), ma più marcata nei comuni capoluogo (- 8,7%).

Migliora l’ottimismo degli agenti immobiliari

Nonostante il peggioramento del dato tendenziale sull’andamento delle compravendite nel mercato residenziale, le aspettative degli agenti immobiliari si stanno facendo leggermente meno negative sia in relazione al proprio mercato di riferimento che a quello nazionale: i saldi tra attese di miglioramento e di peggioramento sono infatti passati a -21,2 e – 25,8 punti rispetto a -25,6 e – 28,3 punti della rilevazione precedente. Inoltre, per poco meno di due terzi degli operatori l’andamento dei prezzi al consumo inciderà negativamente sulla domanda di abitazioni e sui prezzi di vendita.

Tra gli altri dati più interessanti del Sondaggio congiunturale da cui rileviamo tale dato, emerge come lo sconto medio sui prezzi di vendita rispetto alle richieste iniziali dei venditori sia tornato a diminuire, portandosi all’8,2% contro il precedente 8,8%, e come i tempi di vendita abbiano toccato un minimo storico, arrivando a 5,5 mesi contro i precedenti 6,1 mesi.

Si condivide inoltre come la quota di operatori che segnalano difficoltà nel reperimento del mutuo da parte degli acquirenti si sia portata intorno al 30%, per il valore più alto dal 2015, e come la quota di compravendite finanziate con un mutuo ipotecario sia ancora scesa, portandosi al 64,1%. Il loan-to-value si mantiene piuttosto elevato, pari al 76%, seppure in leve contrazione rispetto all’anno precedente.

Infine, il 61,7% degli agenti intervistati dichiara una sostanziale stabilità dei prezzi di vendita nel primo trimestre 2023. La quota di agenti che afferma di aver venduto almeno un’abitazione in questo periodo è scesa dall’87.8% all’84,2%.

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